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La canzone del sole di Lucio Battisti era la prima che ti insegnavano quando iniziavi a suonare la chitarra. Tre accordi: la maggiore, mi maggiore e re maggiore, senza barrè, facile facile, un successo conosciuto da tutti. Ricordare il grande artista, a 20 anni dalla scomparsa (9 settembre 1998) è anche, e soprattutto, ricordare le sue canzoni.

Genio creativo

La potenza del genio creativo di Lucio Battisti è, forse in questo: scrivere brani innovativi ma semplici, che si possono interpretare anche se si sa a malapena strimpellare una chitarra. Fatte le dovute proporzioni, è la stessa semplicità di Mozart. Far sembrare facili creazioni innovative è ciò che contraddistingue i geni dell’arte.

Lucio Battisti Dieci ragazze

La copertina del disco Dieci ragazze

La straordinarietà di Lucio Battisti (Poggio Bustone, Rieti, 5 marzo 1943 – Milano,  9 settembre 1998) è anche nella quantità di successi che riuscì a mettere in fila. Elencarli è operazione improba, citando a caso: 29 settembre, Non è Francesca, Balla Linda, Io vivrò, Fiori rosa, fiori di pesco, 7 e 40, Acqua azzurra, acqua chiara, Mi ritorni in mente, Un’avventura, Dieci ragazze, Emozioni, Anna, Pensieri e parole, Anche per te, La canzone del sole, Innocenti evasioni, E penso a te, Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi, La collina dei ciliegi, I giardini di marzo, Sì viaggiare, Ancora tu,  Prendila così, Il mio canto libero, Una donna per amico…

Nel cuore degli italiani

Ma ancora più straordinaria è la lista che ognuno potrebbe fare, l’elenco personale di canzoni preferite. Un gigante della canzone che ha un posto nel cuore di ogni italiano. L’unico, probabilmente, di cui chiunque riesce a cantare (ricordando le parole) almeno una decina di brani a memoria. Solo ora, 20 anni dopo, capisco meglio perché, quando la notizia della sua morte arrivò in redazione, in quel settembre del 1998, la collega che lavorava con me agli Spettacoli pianse ininterrottamente tutto il pomeriggio . Era una parte della sua vita che se ne andava.

La canzone del sole, Lucio Battisti e il testo di Mogol

Mogol Lucio Battisti
Mogol e Lucio Battisti, giovanissimi, in partenza in aereo

Mai potevamo immaginare, noi abruzzesi, che quel brano, così facile da imparare a suonare, La canzone del sole, era, in realtà, il ricordo delle estati al mare di Silvi di un bambino : Giulio Rapetti, poi in arte Mogol.

Silvi marina per me è tra la Terra e il Paradiso.
Quella Silvi marina che ho conosciuto io è un sogno, quei profumi, quei colori, il mare, i sapori, quei sette ombrelloni sulla spiaggia

Questo il ricordo del magnifico autore di testi della maggior parte dei successi di Lucio Battisti. Giulio Rapetti Mogol (oggi il nome d’arte è diventato parte integrante del cognome), mi raccontò così la sua madeleine della cittadina teramana durante  un’intervista fatta all’interno del suo Cet (Centro europeo di Toscolano), dove lo incontrai con l’eccellente collega Massimo Cotto e Germano D’Aurelio, in arte Nduccio, suoi grandissimi amici. 

La merenda a Silvi

E ancora: «Mio padre e mia madre erano tutti e due appassionati di questo bellissimo paesino, Silvi. Io andavo a piedi fino a Pineto, e qualche volta l’ho fatto anche a nuoto. Ho dei ricordi incancellabili. Siamo venuti sette o otto estati, forse anche di più e poi, dico, per quattro mesi all’anno. Conosco tutto di quella zona, conosco bene il linguaggio, il dialetto, la mentalità, il modo di essere, i cibi. Tutte cose che ho amato e amo ancora profondamente perché è stata la mia infanzia e la mia adolescenza. (…) Il sapore che mi ricordo di più di tutto era la merenda. Era una fetta di pane col pomodoro spiaccicato sopra, l’olio, l’origano, ricordo questo profumo, di questi cibi, di questi colori. Poi il pesce, il mercato del pesce, le urla dei venditori, le barche dei pescatori».

Leggi l’intervista completa a Mogol qui

Lucio Battisti e Mogol

Lucio Battisti è stato un genio della canzone, ma Mogol ha contribuito enormemente con i suoi testi a far sì che quelle musiche meravigliose, quelle linee melodiche ardite, quelle armonizzazioni innovative trovassero un posto nel cuore di chiunque le abbia ascoltate. Ed è un dolore sapere che ancora oggi, a 20 anni dalla morte di Battisti e a quasi 40 dal loro divorzio artistico, ci siano ancora problemi tra Giulio Rapetti e gli eredi.

 

8 thoughts on “Lucio Battisti, La canzone del sole e altro”

  1. La nostra vita, ma anche le vite degli altri, sono segnate da mille e mille discese ardite e da altrettante risalite. Lucio Battisti e Mogol, almeno per la mia generazione, sono stati quelli che ci hanno donato la colonna sonora e il testo di questa metafora della vita.

    1. Grazie, Sergio, mi fa molto piacere che condividiamo anche questo delle nostre vite, Battisti e Mogol, due grandi artisti che oggi appaiono giganti inarrivabili, visto il panorama musicale attuale.

  2. L’ho letto tutto d’un fiato ma me lo stampo per rileggerlo con calma. come sai fare tu hai tratteggiato perfettamente la potenza creativa di due grandissimi! Non credo ci sarà mai pià un accoppiata come Mogol-Battisti. Non sapevo del rapporto di Mogol con Silvi!!

  3. Sono battistiano della prima ora, quando tutti ostentavano l’ascolto e, qualcuno anche l’esecuzione, dei brani allora in voga dei cantautori “impegnati” , non mi sono mai vergognato di imbracciare la chitarra e cantare i suoi, anzi i loro, successi, come succedeva spesso. Battisti, negli anni Settanta, aveva subito la gravissima onta di essere “fascista” e, a quei tempi, infamia maggiore non poteva esserci. Eppure lui e Mogol vendevano e scrivevano le colonne sonore degli amori più belli di tutti gli italiani. Niente, il talento, il genio, il valore sono stati più forti anche del pedestre tentativo di criminalizzazione, tanto cara alla prassi stalinista. E poi, per un silvarolo d’adozione come me, sapere che il Maestro Mogol, come ama farsi chiamare, abbia trascorso infanzia e adolescenza nella fascinosa cittadina litoranea a confine con la provincia di Pescara me lo rendeva ancora più gradevole. Sapere di lui attraverso i ricordi di “Cicette” , lo storico titolare del bar San Giorgio suo coetaneo e amico inseparabile, significava percepirlo come un parente. A Paolo Di Vincenzo, perciò, sarò sempre grato per aver raccolto la confessione di Mogol e di averla divulgata, regalando a Silvi un posto d’onore nella storia della musica pop italiana. Grazie ancora Paolo, l’occasione è per invitarti al nostro omaggio musical-teatrale a Mogol-Battisti dal titolo “Ancora tu” di scena al Petruzzi di Pescara i prossimi 12 e 13 ottobre. Prendila così non è solo la nostra tribute band, ma anche una filosofia di vita.

    1. Grazie del giudizio, come sempre troppo benevolo nei confronti del mio modesto lavoro.
      Finalmente, prendila così, come una promessa (e sai che sono di parola), riuscirò ad ascoltare te e i tuoi musicisti il prossimo ottobre. Un caro saluto

  4. Un articolo interessante che, con pochi tratti ben descritti, suscita nel lettore la curiosità di approfondire la conoscenza dell’artista e delle sue preziose canzoni. Lucio Battisti ha segnato un’era musicale che oggi manca e le sue opere d’arte, che sono tante, come ci ricorda il giornalista, riescono a integrare gli spazi vuoti del panorama musicale attuale.

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