“Fiume di gente (Pescara)” di Matteo Fato è uno dei suoi lavori più recenti, uno splendido olio su lino, in cassa da trasporto in multistrato, ed è in una collezione privata.

«Ultimamente», dice l’artista, «vado a osservare i tramonti sul fiume. Credo che Pescara offra dei meravigliosi paesaggi visivi, forse in gran parte sconosciuti a tanti suoi abitanti e a chi la vive di sfuggita (come ancora anche a me).

Fiume di gente (Pescara), di Matteo Fato. L'opera ritrae il fiume Pescara e il ponte del Mare
“Fiume di gente (Pescara)”, l’opera di Matteo Fato (collezione privata)

La luce unica di Pescara

«La luce di questa città», continua Fato, «come diceva anche il nostro grande maestro Ettore Spalletti, è unica. Forse per questo incrocio tra mare e montagna; incrocio in cui però tutto è sempre chiaro, limpido e visibile. Io non ho mai visto da nessuna altra parte i nostri colori, quel rosa che si accende al tramonto esiste solo qui. Tutto poi è ancora più visibile dal palcoscenico del ponte del Mare, che forse prima non amavo, ma che adesso ho iniziato a vedere come un cavalletto sulla realtà. Pescara è una città forte e gentile (come l’Abruzzo) e i Pescaresi lo sono altrettanto. Pier Paolo Pasolini ha scritto così: “Pescara è splendida (…) I pescaresi ne sono fieri”  ».

Un piccolo paesaggio omaggio a Pasolini

Il titolo di questo piccolo paesaggio Fiume di gente (Pescara) di Matteo Fato nasce proprio come omaggio alle parole di Pasolini che dopo una visita alla nostra città scrive anche: “Il lungomare di Pescara è un fiume di gente, elegante, bella, abbronzata, massiccia”.

Matteo Fato, autore di "Fiume di gente"
Matteo Fato, con alcune sue opere

«Vado sempre più spesso al porto», prosegue Fato, «anche per studiare quello che pensavo di conoscere, e che invece continua in qualche modo a essere ancora nuovo e a stupirmi. Arriva sempre un momento (forse specialmente per un pittore) in cui si sente il dovere di rendere omaggio al paesaggio e allo spazio che ti ospita, alla luce che ti apre gli occhi».

La testimonianza dello scrittore friulano

Lo scrittore friulano, nel 1959, scrisse: «Pescara è splendida. Credo sia l’unico caso di città, di vera e propria città, che esista totalmente in quanto città balneare. I pescaresi ne sono fieri. Giungo all’ora del tramonto, della grande, frenetica passeggiata prima di cena. Chiedo ad un uomo anziano dove è un albergo. Lui si fa in quattro, vuol salire in macchina, col figlio, per accompagnarmi. Mi dice subito: “Eh, anche lei, come tutti, vedrà! Quando uno viene una volta sulla spiaggia di Pescara, ci ritorna! Ecco, vede, adesso va in fondo a questa strada. Prima della rotonda, c’è un’aiuola, dove è segnata coi fiori la data di oggi”. È commosso, di fronte a tanta grazia, a tanto lusso. Sì, infatti ecco lì dei fiori rossi e viola a segnare la data di oggi, uno dei grandi giorni dell’estate, della città».

Pier Paolo Pasolini, una sua frase ha ispirato l'opera di Matteo Fato "Fiume di gente"
Pier Paolo Pasolini al mare

Fiume di gente di Matteo Fato

«Il lungomare», scrive ancora Pasolini, « è un fiume di gente, elegante, bella, abbronzata, massiccia. Afferro al volo le frasi, nel frastuono del passaggio…».

Il riferimento all’aiuola con i fiori rossi e viola è alla rotonda sul mare oggi occupata dalla Nave di Pietro Cascella. All’epoca, e fino ai primi anni Ottanta, c’erano tre aiuole, una con l’orologio, una con la data del giorno e una con una bussola, poi, nel tempo variamente articolate.

I colori della città

L’azzurro del cielo, il blu del mare e del fiume, il rosa del tramonto, il grigio dei moli, del Ponte del Mare che da pochi anni scavalca la Pescara (come D’Annunzio chiamava il corso d’acqua, al femminile) e che unisce ancor di più le due riviere, quella di Centrale e quella di Porta nuova. Un colpo d’occhio meraviglioso, in questo Fiume di gente di Matteo Fato, che solo lo sguardo attento e innamorato di un artista può rappresentare in maniera così fulgida su un’opera maiuscola. L’artista propone le sue pennellate, le sue macchie di colore, le sue visioni in uno scrigno d’arte di grande suggestione e di eccezionale presa.

L’autore

Matteo Fato (Pescara 1979) è uno dei più significativi artisti italiani della sua generazione. La cifra della sua pittura ha avuto il pregio di ricondurre alla prassi di quest’arte l’attenzione della critica. Le sue opere sono state esposte in gallerie private e musei pubblici, in Italia e all’estero: Dena Foundation for Contemporary Art (Parigi); MAC (Museo d’arte vontemporanea) di Lissone; ArtOmi (New York); Nordic Artists’ Centre Dalsåsen (NKD), in Norvegia; museo Mostyn in Galles; Galleria nazionale delle Marche (Palazzo Ducale di Urbino). Nel 2016 è stato invitato a partecipare alla XVI Quadriennale d’arte, tenutasi nel Palazzo delle Esposizioni di Roma. Il suo lavoro è presente in numerose collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero. Dal 2009 è docente all’Accademia di Belle Arti di Urbino.

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