Visionario e suggestivo, a volte forte e altre sognante, Il lungo inverno invincibile di Silvia Tufano è un libro fuori dall’ordinario. L’autrice, eccelsa disegnatrice, è pedagogista specializzata nel recupero del disagio sociale e artista poliedrica, conosciuta e apprezzata anche negli Stati Uniti.

Il lungo inverno invincibile di Silvia Tufano, nuovo libro della disegnatrice
Silvia Tufano

La casa editrice Scatole parlanti, che lo pubblica, dimostra coraggio e lungimiranza proponendo un testo lontano dagli schemi attuali. Difficile incasellare “Il lungo inverno invincibile”: è un fantasy? Una metafora della società vista con la lente deformante delle arti visive in cui l’autrice si esprime ottimamente? È un divertissement?

Il lungo inverno invincibile di Silvia Tufano, la copertina del libro
La copertina del libro

Nella prefazione, anche questa una scelta non consueta per un lavoro di fiction, Dario Leone scrive: “L’assenza di percezione dell’altro rimanda a un tema molto caro a Silvia: l’invisibilità. Possiamo dire che tutti i suoi scritti rimandano a questo mini­mo comun denominatore che è il “passare inosservati” non tanto in quanto persone fisiche, ma in quanto portatori di idee e in particolare di affettività, vicinanza, cura”. Quindi, parrebbe suggerire al lettore di interpretare il testo come una metafora. Ma non c’è solo questo nelle 114 pagine del volume.

I libri parlano sempre di altri libri

Umberto Eco nelle postille al suo capolavoro “Il nome della rosa” (che proprio in questo 2020 compie 40 anni), scriveva: “Si fanno libri solo su altri libri e intorno ad altri libri. […] I libri parlano sempre di altri libri e ogni storia racconta una storia già raccontata. Lo sapeva Omero, lo sapeva Ariosto, per non dire di Rabelais o di Cervantes”.

Di certo Silvia Tufano ha scritto un libro in cui si possono scorgere echi di altri testi, dalla Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol al Barone rampante di Italo Calvino, dal Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare al Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde fino a tutta la tradizione delle favole occidentali e non solo.

Il lungo inverno invincibile di Silvia Tufano

Ma, in fondo, scrive anche un romanzo di formazione, dove il protagonista, Bob, e il suo doppio, Robert, crescono, invecchiano e si ritrovano solo al termine, attraverso avventure e peripezie. C’è spazio anche per una citazione (voluta o involontaria?) di Flaiano quando a pagina 69 Bob rimugina sul fatto che “Non c’è felicità alcuna nel vivere sempre coi piedi ben saldi a terra”.

“Il sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole”, aveva scritto il grande Pescarese e di certo Tufano è una sognatrice che firma un libro da leggere e da rileggere, che offre intelligenti spunti di riflessione e di approfondimento.

L’autrice

Ha trascorso gran parte della sua esistenza a Napoli e provincia, dove ha lavorato a fianco degli ultimi e degli invisibili. Tra i suoi precedenti lavori figurano la raccolta di racconti brevi Il sole sorge a est (Aletti Editore, 2014) e il romanzo La pioggia si può bere. Si è aggiudicata quattordici premi letterari in Italia e all’estero.

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