«Restituirò tutto alla fine del viaggio, gli sguardi distratti che si lasciarono sfuggire l’essenza delle cose, le parole taciute che non diventeranno mai un ricordo».

Un enigmatico messaggio, una morte orribile e incomprensibile, una tranquilla cittadina di provincia alla vigilia del palio. E un commissario speciale, in crisi con la moglie, che deve indagare. Sono gli elementi di un giallo intrigante, ben scritto da Antonio Fusco che pubblica Alla fine del viaggio per Giunti editore.

Antonio Fusco

Fusco è il vicequestore di Pistoia e ambienta i suoi gialli a Valdenza, immaginaria cittadina toscana, specchio del capoluogo dove lavora.

 Antonio Fusco copertina

Alla fine del viaggio è il suo quinto libro che ha come protagonista il commissario Tommaso Casabona (gli altri sono Ogni giorno ha il suo male,
La pietà dell’acqua, Il metodo della fenice, Le vite parallele
, tutti editi da Giunti).

La vicenda che si snoda nelle 223 pagine del giallo (pagine che girano quasi da sole, tanto è piacevole e scorrevole la lettura) è drammatica e fotografa la realtà che viviamo oggi: dark web, pedofilia, persone al di sopra di ogni sospetto con scheletri giganteschi negli armadi, ipocrisia dei rapporti formali che nasconde inenarrabili segreti, il finto buonismo che cela indicibili rapporti. Insomma, uno spaccato della società in cui Casabona-Fusco si muove quotidianamente cercando un equilibrio tra la vita personale e il lavoro, senza farsi sporcare dal fango che deve maneggiare.

«Sulla superficie dell’oceano navighiamo orientandoci con i motori di ricerca, come fossero radar e GPS che ci danno la posizione», fa dire l’autore al suo alter ego, «Se ci immergiamo dobbiamo sapere in che direzione andare, perché i sistemi di superficie non funzionano e dobbiamo muoverci a vista. Poi, se scendiamo negli abissi dell’oceano è tutto buio. Non vediamo e non ci vede nessuno». La spiegazione del dark web è, in qualche modo, l’interpretazione di ciò che ci circonda, della vita.

Il finale, affatto scontato, fa scoprire al lettore anche il senso del sottotitolo del libro Solitudine per il commissario Casabona, una solitudine che, forse, è il filo rosso che unisce le tante storie che si mescolano in questo noir di qualità.

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