Un bel cappuccino è quello che ci vuole per iniziare la mattina, con una bella dose di calcio utile per le ossa. Quante volte abbiamo sentito queste frasi nella pubblicità? Milioni! Eppure… Eppure le cose non stanno così. Spiega la dottoressa Maria Rosa Di Fazio, responsabile di Oncologia al Centro medico internazionale SH Health service di San Marino in uno dei suoi libri (in particolare Il cibo che cura il cibo che ammala, Mind edizioni, 304 pagine, 18 euro):

Calcio, il falso mito del latte

«Dentro una sola tazza (di norma grande) di cappuccino io salvo soltanto la dose di caffè. Tutto il resto è un concentrato di cose che fanno male alla salute. Iniziando da una massiccia dose di caseina (proteina che da sola è l’80 per ceno delle proteine del latte), dal momento che di caseina è fatta la schiuma che voi addirittura pretendete che il barista vi metta sopra la bevanda in abbondanza, magari paradossalmente disegnata in leggiadra foggia di cuore. Ma la caseina, usando parole semplici, è un “colla” che danneggia la permeabilità intestinale, nel senso che la altera proprio, così come fa il glutine (la brioche!) lasciando passare nel torrente ematico, e cioè nel nostro sangue, tutto quello che mai vi dovrebbe passare».

E, a proposito del latte che, un’altra delle tante nefaste credenze popolari, si pensa sia un toccasana per il calcio, utile a rinforzare le nostre ossa, ecco cosa spiega la doc, sempre nel libro citato: «Non esiste una sola prova scientifica che il latte rinforzi le ossa, esistono invece numerosi studi che dimostrano l’esatto contrario. Studi che, guarda caso, vengono tenuti nell’ombra da chi ha interesse a farlo. Si verrebbero a scoprire così, per esempio, i risultati di uno studio del professor Walter Willett, capo della Nutrizione della Scuola di salute pubblica dell’università di Harvard, da cui risulta che proprio i Paesi con più alte assunzioni di calcio hanno le percentuali più alte di fratture, non le pù basse».

Ma basta informarsi un po’ meglio e si capisce, come spiega efficacemente la tabella qui sotto, che a parità di quantità (100 grammi di prodotto), il calcio contenuto nel latte è enormemente inferiore, per esempio, al tarassaco (che ne ha quasi il triplo), la ottima rucola (309 milligrammi contro i 109 del latte), il basilico (250), la cicoria (150) e addirittura gli agretti, quella che in tante zone d’Italia viene chiamata barba di frate.

Calcio, il falso mito del latte