Il film di John Landis del 1983 Una poltrona per due (Trading places, titolo originale) è un meccanismo eccezionale di entertainment. Ci piace vederlo e rivederlo non solo perché è costruito perfettamente e interpretato magistralmente da una lunga schiera di artisti amatissimi, Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Jamie Lee Curtis, Ralph Bellamy e Don Ameche (di origini abruzzesi), James Belushi, ma anche, e soprattutto, perché centra alcuni punti chiave della narrazione, in questo caso per immagini.

Una poltrona per due
L’arresto

La nemesi

Il regista, all’epoca appena 33enne, mette in scena il duello e il contrasto tra ricchi e poveri, un classico, che si conclude con la nemesi, con la vendetta compensativa finale. I ricchi diventano poveri e patiscono le difficoltà di quelli che hanno sempre ignorato.

Natale

L’ambientazione è, doverosamente, quella natalizia (il film si svolge tra Natale e Capodanno, tra Philadelphia e New York – ancora con le Torri gemelle, allora sede del World trade center). I ricchi immersi nel lusso e nell’agiatezza, i poveri senza scampo, ovviamente nemmeno durante le feste.

La lotta di classe e per la sopravvivenza

Il povero nero, anzi negro come viene spesso esplicitato durante la pellicola (e pure nell’originale viene sovente usato lo spregiativo nigger), che vive di espedienti ma in fondo è così solo per le circostanze della vita; il ricco e fortunato bianco, erede designato di un impero finanziario, in procinto di sposare la nipote dei due proprietari dell’azienda in cui lavora. Questi ultimi, per una scommessa di un dollaro, decidono di invertire le vite dei due giovani, il bianco e il nero (come in una partita a scacchi, come in una metafora del buono e del cattivo). Alla fine i due vecchi malvagi riccastri si troveranno sconfitti dalla loro cattiveria perché i due giovani si alleano per sconfiggerli e buttarli sul lastrico.

Una poltrona per due
Titoli di testa

La musica di Mozart

Il film si apre sulle note dell’ouverture dalle Nozze di Figaro, citazione che torna anche con l’aria “Se vuol ballare signor contino”. Quasi a sottolineare l’eleganza dell’ambiente in cui vive Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd) con tutti i suoi amici.

Eddie Murphy generoso

Nel film “Il principe cerca moglie”, che John Landis girerà 5 anni dopo, nel 1988, il protagonista (ancora Eddie Murphy) lascia “qualche spicciolo” (in realta un bel pacco di bigliettoni) a due homeless. In sottofondo un brano di Mozart (guarda caso “Se vuol ballare signor contino”). I due homeless altro non sono che i fratelli Duke, Randolph e Mortimer che conservano il nome del film precedente.
Qui la scena:

I meravigliosi Ottanta del regista

Landis è all’apice del successo nei primi anni Ottanta. Ecco alcune delle pellicole che firma: Blues brothers (con Dan Aykroyd e John Belushi), 1980; Un lupo mannaro a Londra, 1981 (che sarà una sorta di canovaccio per il video con Michael Jackson); Una poltrona per due (con Dan Aykroyd ed Eddie Murphy), 1983; il video Thriller sul brano di Michael Jackson, 1983. Nell’ottobre 2018 il video è stato premiato come miglior videoclip degli ultimi 50 anni; Il principe cerca moglie (con Eddie Murphy), 1988.

Omaggi e richiami

Frank Oz (poliziotto sia in Blues brothers che in questo, con lo stesso ruolo: nel primo riconsegnava gli abiti e gli accessori a John Belushi prima di farlo uscire dal carcere, qui fa l’inventario dei beni di Winthorpe prima di farlo entrare nella cella di sicurezza del distretto di polizia).
Jim Belushi, non essendoci più John, il fratello ben più noto era morto l’anno prima, ha un ruolo importante, per di più interpretando un uomo travestito da gorilla – omaggio alla prima opera di Landis, Schlock, un horror con protagonista una scimmia.
I fratelli Duke che ritroveremo, ancora con Eddie Murphy nel film di Landis del 1988, Il principe cerca moglie, quasi una redenzione.
La scena della consegna del rapporto da parte del detective ai fratelli Duke, nel parcheggio sotterraneo, è un chiaro riferimento a un altro cult: Tutti gli uomini del presidente (1976). La gola profonda della Cia consegnava i suoi report ai giornalisti del Washington post in un parcheggio sotteraneo, al buio e senza farsi mai vedere in faccia.

Ascolti tv

Una poltrona per due
Inversione dei ruoli

Eccezionali ascolti tv, anche quest’anno. Come riporta Affari italiani (qui il link): “Nella serata di ieri, lunedì 24 dicembre 2018, su Rai1 la Santa Messa di Natale ha conquistato 2.323.000 spettatori pari al 12,9% di share. Clamoroso, su Italia 1, Una poltrona per due che ha raccolto 2.233.000 spettatori con il 13,1% superando il Papa per share e per telespettatori anche Gerry Scotti su Canale 5 con il Concerto di Natale in Vaticano che ha segnato 1.966.000 spettatori pari al 13,4% di share “.

 

La morale di Una poltrona per due

Le vite di due giovani vengono brutalmente scambiate per un esperimento, anzi per una scommessa, nel film, ma è quello che tutti pensiamo: chiunque messo in determinate condizioni si comporta secondo quelle che sono le aspettative dell’ambiente in cui è inserito. Fatta salva possibilità della ribellione e della redenzione. Alla fine c’è l’happy ending (sfortunatamente solo nei film e nei libri) con la vendetta degli sfruttati contro gli sfruttatori.
Oggi, basterebbe sostituire i due miliardari ai burocrati di Bruxelles ed ecco pronto il riferimento alla situazione italiana attuale. Il tema di fondo è sempre vivo: la lotta per la sopravvivenza delle persone per bene di fronte all’ingordigia, alla prepotenza, all’assoluto disinteresse degli altri da parte dei ricchissimi. Accadeva nei primi anni Ottanta e accade oggi, accade sempre, e purtroppo continuerà ad accadere. Ecco perché un film come Trading places ci piace anche se lo conosciamo a memoria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *