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La voce della morte è un thriller doc. Lo firma Andrea Del Castello, giovane autore abruzzese, scrittore, saggista e manager culturale che, in questo lavoro sembra aver messo eccellentemente a frutto i consigli da lui riportati nel precedente Come scrivere un thriller di successo, pubblicato da Lupieditore. Il libro, pubblicato da Bertoni editori, lo trovi qui  

A real page turner

La voce della morte

Come dicono gli americani La voce della morte è un “real page turner” , un libro che non si riesce a smettere di leggere perché è così avvincente, così imprevedibile, così incalzante che una volta iniziato si deve portare a termine, trovando ogni pagina interessante e non vedendo l’ora di girarla per arrivare alla successiva (page turner) e scoprire cosa si è inventato di nuovo l’autore.

Costruzione intelligente

La voce della morte
L’autore del thriller La voce della morte, Andrea Del Castello

Mettendo in pratica i suggerimenti del suo lavoro precedente, Del Castello, costruisce intelligentemente un thriller di successo. Ecco cosa scrive nel suo manuale:

  • il colpevole deve apparire fin dalle prime pagine
  • l’investigatore non può risolvere il mistero con intuizioni astratte, colpi di fortuna, eventi casuali o sovrannaturali
  • il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero
  • tutti gli indizi devono essere chiaramente elencati e descritti

La voce della morte

La voce della morte

Effettivamente i punti cardine del thriller nel libro di Del Castello ci sono tutti. Ma i colpi di scena, le situazioni sconcertanti, le sorprese caratterizzano ogni capitolo. Giorgio Cani (nomen omen) è un antipaticissimo commissario di polizia, le vittime, tutte giovani, sembrano lontane l’una dall’altra, ma poi si scopre che un legame c’è. Le peripezie del protagonista per trovare il colpevole sono innumerevoli e il lettore non riesce a capire, fino alla fine, chi potrebbe essere il serial killer.

Diversi piani di lettura

Come tanti ottimi gialli, i piani di lettura sono diversi. Per non spoilerare, ovviamente, non si può entrare troppo nel particolare, ma Del Castello riesce a mescolare il sangue con la filosofia, la riflessione sociale sulla situazione contemporanea con il riferimento a elementi biblici e mitologici, la corruzione con la redenzione, e chi sembrava avere un comportamento riprovevole si redime, mentre chi dovrebbe essere irreprensibile si scopre molto diverso.

La caratterizzazione dei personaggi

Lo schema di Vladimir Propp, l’antropologo russo che studiò i personaggi delle favole, viene eccellentemente applicato nel libro di Del Castello, e La voce della morte, infine, appassiona anche perché ci si appassiona ai personaggi: al medico giovane e apparentemente sprovveduto Rino Poldo, alla escort Lory, agli assistenti del commissario Cani, ai parenti delle vittime e, naturalmente, alla moglie di Cani, Letizia che di lieto ha solo il nome.

 

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