Storyboard 500 Stiller 1E’ diventato amico fraterno di Ben Stiller, quello di “Una notte al museo” e di “Ti presento i miei”, grazie al suo lavoro e ora la star del cinema lo vuole a tutti i costi al suo fianco a New York. Adora Tortoreto, Teramo e il suo Abruzzo ma a giorni va a stabilirsi negli Stati Uniti, a Los Angeles, sempre grazie al suo lavoro. E’ contento, soddisfatto (come non potrebbe uno che ha lavorato con otto premi Oscar?) ma un po’ dispiaciuto perché in Italia non può restare. Si chiama Cristiano Donzelli, ha 46 anni ed è un disegnatore raffinato, ricercato da tutti i grandi registi e produttori cinematografici americani (cioè a dire i migliori al mondo). Però fa un lavoro che in Italia, in Europa, non è compreso, non è utilizzato: disegna gli storyboard. Poco prima di lasciare Tortoreto, l’Abruzzo e l’Italia ha rilasciato al quotidiano La Città l’intervista che segue.

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Cos’è uno storyboard?

“E’ il film disegnato, scena per scena. Gli americani non ne fanno mai a meno, mai. Perché in questo modo possono prepararsi tutta la produzione in anticipo, risparmiando molto”.

Per la sua maestria negli storyboard (lei ha lavorato con Spike Lee, Ridley Scott, Martin Scorsese, Paul Haggis) è stato contattato per il nuovo film di Ben Stiller, Zoolander 2 (girato completamente a Roma e a Cinecittà), da pochi giorni nelle sale.

“Io ero a Cinecittà, nel novembre 2014, per lavorare al remake di Ben Hur, negli ultimi due anni ho praticamente abitato a Roma, e il produttore e lo scenografo di Zoolander 2 vennero in Italia per fare quelli che in gergo si chiamano gli scouting e mi hanno voluto incontrare”.

La conoscevano già per i suoi lavori precedenti?

“No, in realtà no. Però, quando in Italia arriva una produzione americana e cerca uno storybordista il nome che viene fatto è sempre il mio, per il curriculum che ho: 50 film, ho lavorato con 8 premi Oscar, vanno sul sicuro, insomma”.

Quindi c’è stato un primo incontro.

“Sì e loro volevano che andassi subito a New York per collaborare con Ben Stiller (che di Zoolander 2 è autore, regista, produttore e protagonista, ndc) e io ho dovuto dire loro di no, perché ero impegnato con Ben Hur. Ho rischiato anche di perdere il lavoro, però mi hanno voluto aspettare. Ho iniziato a gennaio 2015 per la preparazione del film, considera che le riprese del film sono partite a giugno. Stiller è una persona a cui piace circondarsi di persone con cui sta bene, non è facile entrare nelle sue grazie. Invece con me si è instaurato subito un buon rapporto. E lavorando insieme, oltre al rapporto professionale, si è instaurato anche un rapporto di amicizia. Sono stato più volte invitato a casa sua per film e pizza. Si mangiava qualcosa e si vedeva un film insieme. Ma tante volte abbiamo anche lavorato in questa casa romana che aveva preso per i mesi di pre-produzione e di realizzazione del film”.

Insomma, lei ha visto nascere la pellicola e ha supportato Stiller man mano che Zoolander 2 prendeva forma.

“Sì, lui voleva vedere passo passo lo storyboard. Mi mimava le gag che poi avrebbe girato. Come fai a non ridere? Ti fa ridere se lo vedi al cinema, figurati a vederlo dal vivo, mentre le prova davanti a te”.

Insomma un’esperienza anche umana importante.

“Certo, anche perché poi scoppiava a ridere anche lui. Quando crea queste gag, che spesso aggiunge dopo la sceneggiatura, le interpreta, le mima, e il suo volto diventa quello di un ragazzino di 15 anni che si diverte, si meraviglia. Ben cambia espressione. E’ fantastico”.

Cinque mesi di lavoro fianco a fianco con una star mondiale.

“Si è creato un bellissimo rapporto, davvero. La preparazione è terminata a giugno ma poi lui mi ha voluto anche sul set, mi ha detto: Vieni, mi dai qualche consiglio! E poi ho storyboardato anche alcune cose sul set”.

Ed è stato sul set durante le riprese.  Poi quando si è creata la possibilità di fare lo spot della 500 l’ha richiamata di nuovo.

“Il film era già concluso, lo spot della 500 è stato girato un paio di mesi fa, perché doveva essere lanciato in coincidenza con l’uscita di Zoolander 2 in Italia. Mi hanno richiamato ma ho dovuto lavorare via Skype da Tortoreto, perché stavo preparando il visto per andare a risiedere negli Stati Uniti e, nel frattempo, non potevo entrare”.

Insomma, lei ha colpito molto positivamente Ben Stiller e ora se ne va, definitivamente, in Usa.

“Guarda, Stiller mi vuole a tutti i costi a New York per collaborare a stretto contatto con lui ma io penso che non potrò. Devo andare a Los Angeles, il cinema è lì. A New York, dove vive lui, si fa molta televisione, ma non a caso anche la sua casa di produzione cinematografica è a Los Angeles. Io vivo a Tortoreto a due passi dal mare, un posto bellissimo, e mi piacerebbe rimanere ma non posso far altro che andar via”.
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